Dovevano essere i primi anni Novanta, o fine Ottanta. Ero in vacanza, e la mattina, prima di colazione, la mia gentile ospite mi chiese se desideravo un giornale. Di domenica, in quegli anni, acquistavo regolarmente Il Sole 24 Ore, per via dell'inserto pseudo-culturale, e quindi dissi che sì, volentieri, le sarei stato grato se mi avesse preso Il Sole 24 ore. Lei scese all'edicola e poco dopo tornò con una copia del Corriere della Sera. "Le ho preso questo", mi disse. "Ma sappia che mi ha fatto fare una figuraccia: l'edicolante mi ha detto che 'Le Ore' è un giornale per soli uomini".
Ripensavo a questo simpatico equivoco stamattina, quando mi sono sorpreso a osservare un signore di mezza età che aveva appena acquistato all'edicola la sua copia di "Libero". L'ho guardato con imbarazzo, un po' come un tempo si guardavano quelli che in edicola prendevevano i giornali porno "con le donne nude".
"Libero"..., bleah! Peccato che, nell'ultimo mese, le vendite di questo giornale osceno siano schizzate in su di ben 15 punti percentuali...
Oscenità per oscenità, non erano meglio "Le Ore"?
Umberto fa il barista. Con l'Angela, la sua signora. Lavorano da un totale d'anni, nello stesso bar di paese. Ieri, con il gruppo, ci siamo fermati di ritorno da un giro in bici e lui sembrava sinceramente dispiaciuto per non essersi potuto unire a noi, la mattina, dopo il caffè di rito. "Sto sempre qui, dietro il banco" - ha detto - "e ogni volta che vi vedo mi viene una gran invidia, che vorrei venire anch'io". Ma adesso ha deciso: va in pensione. Entro un anno, forse meno se riesce, vende il bar.
Ha già ricevuto tre offerte, anche interessanti. Ma venivano da cinesi, e lui ai cinesi il bar non lo vuol dare. Non ha mica niente contro i cinesi, ma vorrebbe darlo a qualcuno del posto, uno più giovane che abbia voglia di mantenere il bar come centro d'aggregazione, per fare due chicchiere; per mantenere l'annessa gelateria. Insomma, dovrebbe esserci sempre un po' di mossa, così com'è adesso.
Umberto dice, e l'Angela annuisce, che ormai i cinesi arrivano, tirano fuori i soldi e comprano. Potrebbe fregarsene. In fin dei conti i soldi sono soldi. Ma preferisce non fregarsene.
Pare che a Bologna stiano comprando interi condomini. La tattica è sempre la stessa: comprano un appartamento da due, tre persone e ci vanno a stare in sei, sette. Alla lunga i vicini si stufano e, di fronte a offerte molto buone, vendono. "Un po' alla volta intere zone diventeranno come la Bolognina", dice, quella della svolta di Occhetto, celebrata pochi giorni fa.
Non so se Umberto stia esagerando, forse sì. Sta di fatto che anch'io spero che riesca a vendere a qualcuno del posto. Ho un po' di ritegno a confessarlo, ma è così. E spero che i cinesi restino alla Bolognina.
Resi pubblici alcuni spezzoni dei provini per l'edizione in corso del Grande Fratello. Per capire lo stato di alcune fasce della popolazione, basta guardarsi il video su Youtube e incrociare le risposte ai dati Pisa-Ocse sullo stato di salute della scuola italiana. Alcuni esempi:
D. Chi è il presidente della Repubblica Italiana?
R. «Piersilvio Berlusconi».
D. Ma Silvio o Piersilvio?
R. «No, Piersilvio».
D. Conosci la politica?
R. «Sì».
D. Sai chi è il presidente francese?
R. «No».
D. E quello americano?
R. «No. Saccio solo quello italiano».
D. E chi è?
R. «Berlusconi».
D. Ma il presidente della Repubblica italiano chi è?
«C’è Berlusconi che è il presidente della Repubblica. Poi c’è il presidente del Consiglio che è Ciampi».
D. Se fossi un personaggio storico chi saresti?
R. «Bud Spencer o Terence Hill».
[Fonte: Il Messaggero]
Lontanissimi i tempi di "tele Kabul" del, secondo me, simpatico Sandro Curzi (scomparso giusto un anno fa). Il governo fa fuori l'attuale responsabile di rete, Paolo Ruffini. Al prossimo Cda, previsto mercoledì, come responsabile della terza rete potrebbe essere proposto Antonio Di Bella, ex direttore del Tg3 (già sostituito dalla nipotina di Enrico Berlinguer, l'afona Bianca), o Giovanni Minoli, attuale direttore di RaiEducational.
Subito si sono levate le proteste. Da parte di Floris e della Dandini. Ma non di Fazio (né, mi pare, della Milena nostra, alias signora Gabbianella, la migliore giornalista tv che ci sia). Vedremo che succede. Di Bella non sarebbe affatto male. Minoli, che ha fatto e fa tuttora un ottimo lavoro a RaiEd, rischierebbe forse una eccessiva politicizzazione.
Nel frattempo, proseguono le idee governative di "regionalizzare" la terza rete, togliendole, di fatto, ogni reale influenza. Così è, se ci pare (e anche se non ci pare).
Sono passate poche ore, sufficienti però per registrare alcuni fatterelli:
1) la reazione squilibrata di un ministro della Repubblica, La Russa (vedi il video), che urla e strepita: "non lo leveremo il crocifisso, possono morire! possono morire! ma non lo leveremo);
2) la diffusione delle fotografie del primo ministro che si aggira fra i terremotati brandendo un enorme crocifisso come fosse una clava;
3) pagine e pagine di quotidiani (non solo "La Padania", che se ne occupa per n o v e pagine) dedicate a sputare sentenze prive di alcun fondamento, confondendo le istituzioni, considerando la Corte europea per i diritti dell'uomo come fosse, genericamente, l'Unione europea;
4) si riprendono e si amplificano, considerandole oro colato, dichiarazioni tipo quella di Berlusconi che afferma che "la sentenza fa dubitare dell'Europa" o quella del cardinal Bertone (non l'ultimo dei parroci, quindi), che commenta "L'Europa ci lascia Halloween".
Stiamo a vedere che altro succede.
Ancora polemiche sul crocifisso. Eppure bisognerebbe ricordarsi che questo simbolo doloristico solo nell’anno 1000 poté entrare nelle chiese. Sino ad allora il figlio di Dio veniva rappresentato e celebrato come re, nella sua magnificenza. Nelle aule scolastiche viene introdotto da norme regolamentari all’interno di due decreti del Regno d’Italia, che precisavano gli arredi scolastici (e ciò per un credente dovrebbe risultare davvero tremendo). Generalmente è in legno e plastica, generalmente è affisso al centro della parte sopra la lavagna, generalmente è trascurato da tutti, alunni e insegnanti. Non è qui, l’offesa, per chi crede? Il simbolo stesso del sacrificio del figlio di Dio per la salvezza degli uomini ignorato, considerato alla stregua di un elemento d’arredo. Adesso, dopo la "sacrosanta" sentenza della Corte europea per i diritti dell'uomo, partono a molla le dichiarazioni scandalizzate, tanto a destra quanto a sinistra. Il sindaco di Finale Emilia (nella rossa provincia di Modena), ad esempio, si è affrettato a dichiararsi pronto a firmare un’ordinanza per “imporre” il crocifisso. Agli esponenti della Lega non è parso vero d’avere un’occasione così ghiotta per dire qualche stronzata in più. Ai leader del centrosinistra, a cominciare dal Bersani Pierluigi, dev’essere sembrata l’occasione giusta per apparire non faziosi, democraticamente distesi e aperti al dialogo. Ma purtroppo al di là del merito della questione.
Unica voce fuori dal coro, quella del povero don Arrigo Chieregatti, parroco di Pioppe, frazione di Sasso Marconi (un buco di posto che definire alla periferia dell'impero sarebbe eufemistico), che alza il ditino e prova a dire che "la Corte fornisce un contributo prezioso che può fare chiarezza nei rapporti tra Chiesa e laicità".
E c'è ancora chi nel Pd parla di laicità?