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ovvero: il lavorìo della mente in poco più di niente

Blogger: zuccapelata
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giovedì, 21 agosto 2008

Come cambierà la skyline di Manhattan

NYMichael Bloomberg, sindaco di New York, ha annunciato di voler cambiare la skyline di New York. Anche se dice che il progetto è solo agli inizi e che ci sarà tempo di valutare tutte le critiche che già gli stanno piovendo addosso, in realtà sembra ben deciso a installare un buon numero di pale eoliche, per raggiungere entro breve un produzione di energia elettrica pari al 5% del fabbisogno della metropoli.
Certo, la skyline immortalata dai film di Woody Allen non sarà più la stessa; ma del resto già non c'è più da quando sono crollate le Twin Towers. Questo nuovo cambio di scena, mi pare, viene da una causa migliore.

[Fonte: WCBS tv]
lunedì, 18 agosto 2008

Citazioni estive

Le borghesie urbane sono sempre più di sinistra. E i ceti popolari sono sempre più di destra
[Michele Serra, da un'intervista rilasciata alla "Stampa"]: a me pare molto vero [sic!].

I bunker di San Luca

Mentre i giornali e i telegiornali italiani sono tutti impegnati ad occuparsi di Olimpiadi, bisogna sfogliare il «Guardian» per scovare qualche notizia antipatica. L’argomento è, sulla scia del successo di Gomorra, ancora una volta la malavita organizzata (assai bene organizzata).

Si tratta di questo. Durante un’irruzione in un paesino di montagna della Calabria, la polizia si è imbattuta in un boss latitante della ‘ndrangheta. Quello che però le forze dell'ordine hanno scoperto a San Luca, roccaforte della 'ndrangheta, somigliava più a un film di James Bond che al Padrino: un passaggio segreto che portava a un bunker sotterraneo. In seguito alla «strage di ferragosto» dello scorso anno a Duisburg, il paese è sotto il costante controllo di polizia e carabinieri. Negli ultimi anni la ‘ndrangheta ha sorpassato mafia e camorra nel traffico internazionale di cocaina, e i recenti arresti di corrieri calabresi a Toronto e in Australia hanno dimostrato che l’organizzazione è divisa in cellule sparse per il mondo, sul modello di al-Qaeda. «Le cellule all’estero sono cloni di quelle in Calabria», spiega il magistrato Nicola Gratteri, «e l’organizzazione, nonostante le joint venture con la mafia e con i cartelli colombiani, è comunque in mano a boss della Calabria».



[Fonte: The Guardian]

 

autore: zuccapelata alle ore 14:46 | link a questo post | commenti
categorie: mafia, droga, camorra, cocaina, ndrangheta
venerdì, 08 agosto 2008

L'Italietta insignificante sfila alle Olimpiadi, mentre il mare è una tavola blu...

Dal "Manifesto" del 5 agosto, metto da parte questo articolo. Mentre l'estate si srotola e l'Italia brilla per l'appassionante crescita allo 0% del Pil annunciata oggi per il secondo semestre dall'Istat.
Con gli anfibi, il fucile e gli occhiali mentre il mare è una tavola blu... mancano solo le pinne della famosa canzone di un'estate lontana in questo agosto surreale. Da ieri i militari presidiano le città italiane secondo il piano «pacchetto sicurezza». Quattro gatti in tuta mimetica che fanno paura ai turisti - «sembra un teatro di guerra» - e pure ai sindaci preoccupati per l'immagine poco vacanziera che ne deriva.
Soldati a caccia di bulli e di ladruncoli in un diario di aneddoti tragi-comici come quello dei granatieri di Sardegna che alla stazione Anagnina di Roma hanno consegnato uno scippatore rumeno ai carabinieri e la borsetta alla signora, per non parlare degli alpini a Torino di pattuglia al Tossic Park, capaci di identificare «trenta tossicodipendenti» in un batter d'occhio e dei cinquanta bersaglieri a Palermo, forti del ricordo dell'operazione anti-mafia «Vespri Siciliani». Nella capitale, i paracadutisti della Folgore fanno la guardia al Cpt di Ponte Galeria e non c'è più da ridere. A Catania, intanto, nel mirino degli uomini in uniforme estiva, camicia a maniche corte e pistola, c'è il lido dei catanesi, la Playa.
Sembra una commedia all'italiana, una di quelle con Totò e Peppino pronti ad avvistare nelle vie adiacenti del centro storico di Verona i settantacinque uomini in divisa, anche loro costretti a nascondersi nella città leghista di Tosi, per non sciupare l'effetto del balcone di Giulietta. Ma l'esibizione muscolare, che fa godere il ministro La Russa, felice del suo giochino di ferragosto, va al di là della sua scarsa potenza di fuoco. È l'istantanea di un'Italia che ha ceduto alle sue più basse pulsioni, che si appella all'autoritarismo in nome della «sicurezza» senza sapere da dove viene il pericolo, disposta a sacrificare diritti e democrazia per arrivare a quel «fine mese» diventato un leit-motiv vuoto. Tutto passa sotto silenzio, la ferita alla Costituzione con la schedatura degli stranieri, le impronte ai bambini, l'emendamento liquida-precari, le leggi per salvare l'imputato Berlusconi, il taglio dei fondi alla stampa libera, un paese visto all'estero come un'anacronistica dittatura.
L'esercito per le strade italiane è la fotografia di questo governo e di chi lo ha eletto. E se La Russa si offende a sentir parlare di «operazione di facciata», fa male. Dietro i corpi reali di quei pochi soldati, c'è infatti l'assedio simbolico di una cultura mortifera, la rottura di una sensibilità comune e l'affermazione della sua concezione del mondo, quella contro la quale si sono battute generazioni di democratici. Il ministro della difesa afferma adesso con cipiglio che «oltre ai delinquenti, agli stupratori, a chi fa i furti e rapine, sono contrari alla presenza dei militari solo i post-sessantottini, i figli di chi gridava 'basco nero il tuo posto è al cimitero'». I fucili spianati di oggi sono il trionfo dei suoi sogni di camicia nera, e pochi gridano ancora che se ne deve andare. Non al cimitero, ma in un posto altrettanto lontano dai vivi.
giovedì, 24 luglio 2008

Un ultimo post, sempre a proposito di rom, prima di chiudere per un po'

“Sembrava che volessero controllarci anche il sangue”.
Sotto un sole di piombo, Naser Osmanovic ha appena lasciato il suo camion pieno di ferraglia nel parcheggio di via Mazzacurati, vicino a Corviale, l’impressionante quartiere di case popolari alla periferia di Roma, un palazzo alto dieci piani e lungo un chilometro. Autorità morale della piccola comunità rom che vive nella zona, Naser rassicura i suoi e modera il dibattito. “Non si sa perché gli italiani sono venuti a controllarci, non si sa se è pericoloso”, dice un ragazzo. “Siamo tutti nati in Italia e finora nessuno si era mai occupato di noi”, gli fa eco un altro. Venerdì scorso, dopo un accordo con il prefetto di Roma, un gruppo di volontari della Croce rossa ha fatto irruzione nel campo per proporre alle famiglie rom di farsi censire volontariamente: nome, cognome, nazionalità, situazione scolastica e sanitaria.
 
[Fonte: Libération]
autore: zuccapelata alle ore 15:25 | link a questo post | commenti (1)
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Un ultimo post, sempre a proposito di rom, prima di chiudere per un po'

“Sembrava che volessero controllarci anche il sangue”.
Sotto un sole di piombo, Naser Osmanovic ha appena lasciato il suo camion pieno di ferraglia nel parcheggio di via Mazzacurati, vicino a Corviale, l’impressionante quartiere di case popolari alla periferia di Roma, un palazzo alto dieci piani e lungo un chilometro. Autorità morale della piccola comunità rom che vive nella zona, Naser rassicura i suoi e modera il dibattito. “Non si sa perché gli italiani sono venuti a controllarci, non si sa se è pericoloso”, dice un ragazzo. “Siamo tutti nati in Italia e finora nessuno si era mai occupato di noi”, gli fa eco un altro. Venerdì scorso, dopo un accordo con il prefetto di Roma, un gruppo di volontari della Croce rossa ha fatto irruzione nel campo per proporre alle famiglie rom di farsi censire volontariamente: nome, cognome, nazionalità, situazione scolastica e sanitaria.
 
[Fonte: Libération]